Buon anno, sotto l’egida di Kairós

Gli antichi Greci immaginavano il tempo dualisticamente, esprimendolo con due termini ben distinti: Chrónos e Kairós. Chrónos è il tempo astratto che scorre, la durata quantitativa. Kairós invece è qualitativo: giusto, opportuno, il momento preciso, propizio, adatto, conveniente, stabilito, la situazione, la buona occasione, la circostanza, ma anche uno specifico periodo di tempo e il movimento del tempo che coincide con l’eterno. [arbiter]

Per molti anni il mio tempo è stato scandito da Chrónos, cose da fare, obiettivi da raggiungere, problemi da risolvere, il tempo sempre pianificato al secondo … per non correre il rischio di perderlo.

Mi ricordo che un pomeriggio, a Milano, ero seduta sul divano a leggere e mio figlio Riccardo disse qualcosa che, allora, non compresi appieno:

“è difficile per la tua generazione passare del tempo senza consumare qualcosa, non mi ricordo di aver mai visto te o il babbo, semplicemente oziosi”.

Mi ricordo anche che, nello stesso periodo, spesso mi ritrovavo a pensare che non era mai il tempo giusto – apparentemente – per concretizzare i miei obiettivi, i miei sogni.

In realtà succedevano due cose, abbastanza correlate fra loro. La prima è che, raggiunto un obiettivo, non mi davo il tempo per godere del risultato raggiunto. Immediatamente c’era qualcos’altro su cui lavorare. La seconda è che ho sempre amato lavorare sulla frontiera, della tecnologia, dei processi, dell’innovazione, e non ho mai avuto la pazienza di fermarmi ad aspettare che i cambiamenti si dispiegassero. Non è nella mia natura.

Apparentemente, ero sempre proiettata verso il futuro. In realtà era il mio tempo tiranno che, come Chrónos, si ripeteva, sommando un giorno dopo l’altro, un obiettivo dopo l’altro, un risultato dopo l’altro.

A quel tempo non amavo il capodanno, il momento in cui si tirano le somme e si esprimono nuovi propositi.

A quel tempo mi credevo immortale.

Poi qualcosa è cambiato. Mi sono ammalata. Con processo lungo, e a lungo inconsapevole, ho attraversato le fasi di negazione, rabbia, impotenza, fino a scoprire che – pur non essendo immortale – ero padrona del mio tempo.

Da allora, da quando tre anni fa ho deciso di riprendermi il mio tempo, è Kairós che mi accompagna, con i suoi piedi alati.

Da allora, ho smesso di programmare il mio tempo. Piuttosto creo occasioni per conoscere nuove persone e sviluppare con loro nuove idee e nuovi progetti. Con alcuni di voi in questi tre anni ho realizzato #Breastunit. Diritto di cura, Adotta una famiglia, i Salvadanai di solidarietà, la Spesa SOSpesaObbiettivo solidarietà, …

Non ho più paura di tirare le somme.

E per la prima volta da molto tempo, sento che il nuovo anno è il momento giusto per cominciare una nuova avventura e sognare in grande.

Felice 2017

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