La festa all’Abbadia Nuova

Ieri mi sono nutrita di arte e solidarietà…

ciotola nicchio

… in un luogo che, qualche anno fa, mai avrei associato alla ispirazione dell’arte contemporanea ed alla munificenza di una solidarietà fatta di gesti e non di denaro[1].

L’occasione è stata la Festa all’Abbadia Nuova, che in questi giorni ospita una rassegna di ceramica contemporanea dal nome suggestivo: “La ciotola come metafora”. Nutritevi anche voi della bellezza di queste immagini, come ho potuto fare io dal vivo, godendo di un messaggio universale come solo quello dell’arte sa essere: la ciotola come unico suppellettile posseduto da chi, nel ‘200 (e troppo spesso ancora oggi), deve contare sulla generosità del prossimo per nutrirsi.

Come ho appreso durante la cerimonia di inaugurazione, era usanza della Nobile Contrada del Nicchio, durante la festa dei Santi Giacomo e Filippo, nei primi giorni di maggio, distribuire pane ai poveri. Poiché l’intento della Festa all’Abbadia Nuova è anche “farne un’occasione per riscoprire le radici storiche della Contrada, e proporre alle giovani generazioni un modo di viverla senza limitarsi agli aspetti d’intrattenimento (peraltro indispensabili) o a quelli legati al Palio (essenziali nella loro peculiarità). cit. Paolo Neri, presidente dell’Arte dei Vasai Onlus”, alla componente prevalentemente artistica sono stati associati degli eventi di solidarietà.

Uno di questi è stato chiamare tutti i “piccoli” delle contrade senesi a decorare delle mattonelle, che sono state cotte sul momento. Verranno conservate per un evento in cui tutti i piccoli verranno chiamati, insieme alle associazioni del territorio che seguono ragazzi disabili, a socializzare ed a scambiarsele.

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Gesti, non denaro …

Un altro, di cui sono stata protagonista nel mio piccolo, è stato un mercatino del baratto, in cui si poteva scegliere un libro o un disco in cambio di donazioni di cibo confezionato di lunga durata, a favore degli assistiti della Misericordia di Siena.

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Cibo, non denaro …

Essere stati scelti per questa bella festa è stato l’ultimo (in ordine di tempo) dei risultati del lavoro di recupero della grande tradizione di solidarietà territoriale della Misericordia di Siena (per anni sopita dietro le sirene del soccorso in emergenza). Ma questa è un’altra storia, che forse un giorno vi racconterò.


[1] Solo pochi anni fa, la mia città – per l’arte e non solo – era pienamente rappresentata dagli splendidi ori dei pittori del trecento senese (qui potete ammirare l’Annunciazione di Simone Martini).

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