Il valore della prevenzione

Il 3 dicembre scorso la Regione Emilia-Romagna ha promulgato una legge regionale che “persegue gli obiettivi fissati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità allo scopo di eliminare le malattie prevenibili, attuare politiche efficaci per l’invecchiamento sano, prolungare negli anni la qualità della vita, ridurre i bisogni di cura e realizzare il diritto di ciascun individuo al raggiungimento del più alto standard di salute fisica e psichica possibile.

LEGGE REGIONALE 5 DICEMBRE 2018, n.19: PROMOZIONE DELLA SALUTE, DEL BENESSERE DELLA PERSONA E DELLA COMUNITÀ E PREVENZIONE PRIMARIA

Da questo testo di legge, che considero visionario, traggo alcune definizioni che hanno informato il mio percorso imprenditoriale degli ultimi anni, che affronta la sfida dell’educazione sanitaria[1], e su cui continuamente torno, per riflettere e migliorare gli strumenti che – con KnowAndBe.live – sto realizzando.

Promozione della salute della persona e della comunità: un processo sociale e politico che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e migliorarla. Comprende azioni volte sia a rafforzare le abilità e le capacità dei singoli individui che a modificare le condizioni sociali, ambientali ed economiche, attraverso la politica pubblica per la salute, la creazione di ambienti favorevoli alla salute, il rafforzamento dell’azione della comunità, lo sviluppo delle abilità personali e il riorientamento dei servizi sanitari.

Prevenzione primaria: l’insieme delle politiche e delle misure rivolte alla popolazione sana e asintomatica, finalizzate a prevenire l’insorgenza iniziale di malattie attraverso corretti stili di vita, l’educazione alla salute, l’eliminazione di comportamenti a rischio, la riduzione dei fattori di rischio o dell’esposizione agli stessi, al fine di mantenere attive le capacità personali per un tempo più lungo possibile e aumentare la consapevolezza di ogni individuo del proprio stato di salute.

Empowerment per la salute: processi attraverso i quali le persone e i gruppi acquisiscono maggiore controllo, maggiore consapevolezza e iniziativa rispetto alle decisioni e alle azioni che riguardano la loro salute.

Investimenti per la salute: risorse esplicitamente dedicate alla promozione della salute, sia da parte di enti pubblici e privati, sia da parte delle persone, come singoli individui e come gruppi.

Responsabilità sociale per la salute: l’atteggiamento insito nelle azioni dei decisori pubblici e privati, effettivamente volto a realizzare politiche e pratiche in grado di promuovere e tutelare la salute.

Accordi operativi per la salute di comunità: accordi stipulati tra soggetti istituzionali o tra gli stessi e soggetti privati, finalizzati a ottenere un impegno reciproco in ordine agli obiettivi di salute della comunità, attraverso la condivisione di competenze, professionalità, capacità o risorse.

Educazione alla salute: opportunità di apprendimento costruite consapevolmente e che comprendono diverse forme di comunicazione, finalizzate ad alfabetizzare ed aumentare le conoscenze in materia di salute, nonché a motivare verso i comportamenti che contribuiscono alla salute del singolo e della comunità.

Ma perché questa legge è visionaria? Perché non solo identifica ed organizza tutte le risorse pubbliche a disposizione degli operatori di salute per creare il piano della promozione della salute e della prevenzione … ma nell’Art.14 cita espressamente la Valorizzazione del ruolo dei luoghi di lavoro ai fini della promozione della salute e della prevenzione

  1. La Regione individua nei luoghi di lavoro pubblici e privati ambienti organizzativi per la salute, ossia contesti prioritari per attuare progetti di informazione, educazione e coinvolgimento dei lavoratori e dei cittadini adulti per la promozione della salute e la prevenzione primaria.
  2. …. La Regione promuove e sostiene in particolare azioni e progetti per la promozione della salute negli ambienti di lavoro, per la prevenzione negli ambiti lavorativi a maggior rischio ed esposizione ambientale, per l’invecchiamento attivo al lavoro, per la prevenzione del mobbing, del disagio lavorativo e dello stress lavoro-correlato, valorizzando il ruolo degli ambienti lavorativi nella promozione del benessere fisico e mentale, anche incoraggiando i lavoratori alla adozione di stili di vita sani, alla partecipazione ad attività salutari, alla crescita della consapevolezza personale in materia di salute.

All’Art.23 indica le Azioni di prevenzione in ambito oncologico

  1. La Regione, in attuazione della Strategia regionale e del Piano regionale della prevenzione, promuove e sostiene azioni finalizzate alla prevenzione del rischio comportamentale, ambientale e genetico connesso allo sviluppo di patologie oncologiche, tenuto conto anche delle informazioni provenienti dal Registro tumori.

E infine all’Art. 24 Azioni rivolte alla comunicazione sociale e alla formazione diffusa della popolazione

  1. … la Regione promuove e sostiene la creazione, lo sviluppo e la diffusione di pacchetti e format di sensibilizzazione, informazione, educazione e formazione sulle principali tematiche inerenti alla promozione della salute e la prevenzione. I pacchetti e i percorsi sono progettati al fine di favorirne l’integrazione e l’utilizzo nell’ambito dell’offerta scolastica, formativa ed educativa, formale e informale, presente sul territorio regionale, e privilegiano le metodologie di coeducazione tra pari, l’empowerment per la salute e gli approcci comportamentali e motivazionali sugli stili di vita.

C’è una lunga strada da percorrere, perché questo approccio diventi realtà e perché prenda piede anche in altri territori italiani, dove la cultura della prevenzione è ancora da creare. Ma è una strada che io intendo percorrere, e so che non sarò da sola.


­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­Ringrazio Natalia Buzzi di Nebo Research per avermi segnalato la nuova legge regionale e il Dr. Massimo Annicchiarico, Direttore Generale della AULS di Modena, con il quale ho avuto modo di collaborare in occasione della redazione del 12° capitolo del X Osservatorio Nazionale sulla condizione assistenziale del malato oncologico, e che per primo mi ha fatto comprendere l’immane sforzo che gli operatori di Salute Pubblica dovranno sostenere per riorientare il nostro SSN verso la prevenzione.

 

[1] L’educazione sanitaria è un pilastro fondamentale della Roadmap for Sustainable Healthcare in Europe. In particolare l’azione 2 “Fostering empowered and responsible citizens” indica la condivisione delle informazioni e investimenti sostenuti in materia di educazione, come la strada per consentire ai cittadini di comprendere meglio la loro condizione di salute e pianificare e gestire consapevolmente la propria assistenza sanitaria.

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