Quando il lavoro viene prima di me

Dover conciliare la vita lavorativa e la famiglia è una realtà per circa la metà delle donne italiane. A molte di queste donne può capitare di ammalarsi di cancro al seno: si stima siano più di 500.000 le donne sopravvissute a questa malattia in Italia. Ad alcune di loro, come è successo a me, può capitare di scoprirlo il giorno dopo aver assunto un nuovo incarico, nel mio caso di tipo dirigenziale in un gruppo bancario.

A distanza di 7 anni posso analizzare con lucidità e raccontarvi la mia reazione di allora, nella quale forse riconoscerete alcuni tratti comuni a molte di noi: decidere di tacere della malattia sul luogo di lavoro, dopo aver visto negli occhi e nei gesti di amici e conoscenti, a cui lo avete raccontato, lo sgomento, la paura e – a volte – l’allontanamento.

Qualcuno molto più autorevole di me recentemente ha detto “io non sono il mio cancro”, eppure è questa la percezione esatta che spesso riceve dalla società chi affronta questa malattia e le cure che servono a sconfiggerla. E dopo aver fatto molta fatica, come donna, a raggiungere una posizione lavorativa di rilievo, istintivamente volevo evitare che un altro tipo di “diversità” la compromettesse.

Ero in una situazione privilegiata, che la maggior parte delle donne che lavorano in Italia non ha: potevo gestire il mio tempo lavorativo in modo flessibile. E poi ero abituata – come tutte le donne – a gestire agende complicate in cui incastrare tutti gli impegni lavorativi, familiari (e poi, forse, personali).

Quello che avevo sottostimato – nessuno te lo dice in anticipo e la prima priorità tua e dei medici è sempre quella di arrestare la malattia – è che da questa malattia si può guarire innanzitutto prendendosi cura di sé, e affrontando l’impatto psicologico che ne deriva. Per me, la consapevolezza che il tempo è un bene prezioso, e finito. Un racconto che ho scritto qualche anno fa lo testimonia meglio di quanto possa fare qui, in poche righe.

Quello che mi auguro ora è che si arrivi presto a esaminare, nella sede opportuna, le proposte di intervento normativo sviluppate da Europa Donna Italia per tutelare i diritti di tutte le lavoratrici italiane che si trovano ad affrontare il cancro al seno.

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