#breastunit. Una settimana dopo

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Mi ero ripromessa di lasciare passare del tempo, prima di riprendere in mano la penna e fare un bilancio di come è andata.

Ed ho tenuto d’occhio la stampa e la rete, per capire quale poteva essere l’eco realmente suscitato dal convegno e dal tweetmob.

Se di cancro al seno non si parla ed è vero che Francesca del Rosso, in arte Wondy, ha dovuto imporsi per avere questa parolina scritta sul frontespizio del suo romanzo, beh, forse mascherarla dietro un hashtag apparentemente più innocente ci ha dato ragione.

Questa la copertura stampa ANSA.it, Corriere.it, Repubblica.it, Elle.it, e tralascio le altre edizioni che riprendono lo stesso contenuto.

E delle molte adesioni della rete già sapete … ma quella che ci ha emozionato di più è stata l’adesione delle tante donne che hanno avuto o hanno in questo momento un contatto con la malattia, e ce lo hanno testimoniato soprattutto attraverso i gruppi chiusi facebook, con le loro foto in rosa, le trovate qui.

Bea e Bobo, tuttavia, non sono potuti intervenire…

Il ministro Lorenzin ci ha tenuto ad inviarci un messaggio, in cui ci ha comunicato che il tema della prima rete oncologica nazionale, quella senologica, è all’attenzione e che è effettivamente agli sgoccioli la stesura del decreto legge che dovrebbe dettarne le linee guida. Sebbene non siano state indicate date, il 16 di luglio potrebbe essere la prima occasione utile per la sua approvazione e la trasmissione alla Conferenza Stato-Regioni.

Dovremo vigilare.

Il governatore Maroni ha espresso la posizione della giunta attraverso il vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani, il cui intervento trovate sintetizzato qui.

Impegni molto precisi, al di là del sensazionalismo, ma anche qui dovremo vigilare.

Durante il convegno sono stati trattati, oltre alle breastunit (su cui, per approfondimento, vi segnalo un intervento del 2013 di Antonio Rizzo su teamforitaly) anche i temi della maggiore incidenza del tumore su donne più giovani e la necessità di screening personalizzato in funzione dei fattori di rischio. Qui trovate la testimonianza di Giulia, che può darvi un’idea di cosa intendiamo.

Concordo con alcune delle voci contro che si sono levate durante il convegno, agli osservatori attenti della rete non saranno sfuggite, c’è ancora molto da fare e mantenere alta l’attenzione sul tema resta fondamentale. Io ed Europa Donna Italia ci saremo.

Stay tuned.

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One Comment

  1. nonhopauraio

    Un’azione doverosa quella del 17 giugno e l’espressione di opinioni e/o esperienze diverse non può che essere una opportunità in più per trovarci tutte dalla stessa parte della barricata. Non smettere di parlarne penso sia il primo passo verso il raggiungimento di un obiettivo condiviso.

    Mi piace

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