Una sfida che vogliamo vincere

C’è qualcosa che risuona nel profondo, leggendo le parole usate dalla Commissione Europea per lanciare la Mission Cancer, una delle cinque Mission su cui si concentrerà il prossimo programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione, Horizon Europe che avrà inizio nel 2021 e che, con i suoi 120 miliardi di euro complessivi da investire in 7 anni, è il più ambizioso programma di ricerca al mondo.

Ed uso una foto degli astronauti dell’Apollo 11 per raccontarvelo, perché in me risuonano le parole con cui John Fitzgerald Kennedy ha lanciato la sfida di portare un uomo sulla luna, entro il decennio, e riportarlo indietro sano e salvo:

We choose to go to the moon in this decade, not because that will be easy, but because it will be hard — because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills — because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.

Sono l’esempio e le parole che uso con i miei studenti del corso di Agile Project Management, la metodologia creata per risolvere problemi complessi, che nessun singolo potrebbe risolvere. Sono necessarie le persone e le competenze giuste, oltre alle risorse economiche, messe intorno al tavolo dell’innovazione, per vincere la sfida.

E quella contro il cancro è una grande sfida.

Ogni nove secondi viene diagnosticato un nuovo tumore nei paesi dell’Unione Europea: se non verranno adottate nuove misure, il numero di nuove diagnosi passerà dagli attuali 3,5 milioni l’anno agli oltre 4,3 milioni entro il 2035 e si stima che il 40% della popolazione affronterà questa malattia a un certo punto della propria vita.

Serve quella stessa determinazione (e investimenti paragonabili) se vogliamo trovare delle soluzioni concrete ai problemi che ci troviamo ad affrontare oggi, fra i quali prioritaria è la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari e sociali.

Lo scorso 4 febbraio, in occasione della 20^ Giornata Mondiale contro il Cancro, dal Parlamento Europeo Ursula von der Leyen ha dato ufficialmente il via alla consultazione pubblica che nei prossimi mesi coinvolgerà le persone e le competenze giuste, non solo quelle sanitarie: politici, medici e sanitari, ricercatori, rappresentanti di pazienti e dell’industria per stabilire nel dettaglio gli interventi. E ha messo sul tavolo una cifra da capogiro, un investimento che in Europa non si era ancora visto: 20 miliardi di euro per sostenere la lotta al cancro[1].

A decidere le strategie comunitarie sarà la Mission Board for Cancer, presieduta da Walter Ricciardi, che probabilmente tutti abbiamo conosciuto in queste settimane come Consigliere del Ministro Speranza per il coordinamento internazionale per l’emergenza Coronavirus, ma che – tra le altre cose – è anche Ordinario di Igiene alla Cattolica di Roma e membro italiano del Comitato Esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità, oltre ad aver diretto l’Istituto Superiore di Sanità.

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A cosa saranno destinati i 20 miliardi? dalla prevenzione alla qualità di vita

Il cancro incide non solo sulla salute individuale, ma anche sui sistemi sanitari e sociali nazionali, sui bilanci, sulla produttività e sulla crescita dell’economia. Qual è dunque l’obiettivo del Piano Europeo Contro il Cancro? Stabilire strategie comuni per far sì che un numero sempre maggiore di persone possa evitare di ammalarsi, che sempre più pazienti possano ricevere diagnosi precoci e che si possa garantire una migliore qualità di vita dopo le cure. I 20 miliardi di euro saranno quindi destinati sia alla ricerca sia agli interventi sociali e clinici, negli ambiti

  • della prevenzione (stili di vita, inquinamento e vaccinazione)
  • della diagnosi precoce, dell’ottimizzazione delle cure e gestione dei survivor

Innovazione e obiettivi misurabili saranno le due parole chiave.

Serve ottimismo, ma anche prudenza, realismo, ed evidenze scientifiche, come ha ricordato Ricciardi in una recente intervista.

Significative, per concludere, le parole di Mariya Gabriel, neo Commissario europeo per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù: “I tassi di diagnosi, trattamento e sopravvivenza stanno migliorando continuamente. Tuttavia, dobbiamo fare di più”, ha affermato “Ecco perché abbiamo lanciato la missione sul cancro, per fissare obiettivi di ricerca ambiziosi e individuare le priorità. Per noi è importante farlo coinvolgendo stakeholder e cittadini”.

Anche noi cittadini siamo dunque chiamati a dare il nostro contribuito, in termini di idee: tutti, infatti, possono avanzare proposte su come migliorare la prevenzione, il trattamento e la vita con la malattia e dopo la malattia[2].

E sarà nostro compito fondamentale seguire gli sviluppi di Mission Cancer molto da vicino.

 

Ecco alcuni link se volete approfondire

Conference – Europe’s Beating Cancer Plan: Let’s strive for more

Il discorso di Stella Kyrikaides, a capo della commissione europea per la sanità: i sette punti per il piano d’azione.

National Cancer Act: A Look Back and Forward

National Cancer Institute

OECD – Italy

https://twitter.com/cancereu

https://twitter.com/EUScienceInnov

[1] La Terza Grande Guerra al cancro

Parlando di cancro e di ricerca, la metafora della guerra ci accompagna da molto e questa lanciata dall’Europa è in realtà la terza, La prima fu lanciata dagli Usa nel 1971 con la firma del National Cancer Act da parte dell’allora presidente Richard Nixon: modifica del Public Health Service Act del 1944 che portò alla fondazione del National Cancer Institute. Allora il budget era di 200 milioni di dollari. Nel 2007 la posta era salita a 4,8 miliardi di dollari. Poi, nel 2008, durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, Barack Obama e Joe Biden rilanciarono un nuovo piano per combattere il cancro che prevedeva il raddoppio dei “finanziamenti federali per la ricerca sul cancro entro 5 anni, destinati ai National Institutes of Health (NIH), che finanzia gran parte della ricerca sul cancro, e al National Cancer Institute”. Il Recovery Act firmato da Obama nel 2009 metteva sul piatto, infatti, 10 miliardi di dollari per il NIH. Nello stesso anno, il presidente aveva annunciato che uno dei 5 miliardi di dollari investiti in ricerca sarebbe stato destinato alla ricerca sulle cause genetiche del cancro e alle terapie target. Appare chiaro come i 20 miliardi di euro messi a disposizione dal Parlamento europeo e dagli Stati membri rappresentino un finanziamento senza paragoni in questa “guerra contro il cancro” che va avanti da quasi 50 anni.

[2] Il 4 febbraio, per esempio, la Finlandia ha lanciato la competizione cancerchallenge.eu. Le proposte selezionate saranno presentate a un gruppo di pazienti ed esperti e le migliori idee saranno premiate durante la finale di lunedì 16 marzo e utilizzate per pianificare la lotta europea contro il cancro.

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