La salute è questione di scelte

La salute, oggi, è diventata questione di scelte, di possibilità e, se proprio vogliamo ammetterlo, di programmazione.

La salute è una voce da inserire nel bilancio di famiglia con la clausola, non espressa ma presente, “speriamo non mi succeda nulla” perché la salute oggi dipende dalle condizioni socio economiche con le quali ci dobbiamo, nostro malgrado, confrontare ogni giorno.

E se per un lavoratore dipendente qualche forma di tutela c’è e, a suo modo, rappresenta una garanzia, per chi opera in regime di libera professione il sistema è ben diverso e le tutele pressoché inesistenti, tale per cui la prevenzione diventa una forma di garanzia al contrario se così si può dire.

Prevenzione intesa non solo come visite da sostenere ma, soprattutto, come cambiamento mentale e culturale che dobbiamo far diventare nostro quanto prima.
Un tempo si diceva prevenire è meglio che curare oggi, invece, anche prevenire può non essere scontato se questo economicamente rappresenta una difficoltà in più alla quale dover far fronte insieme alle molte altre che già abbiamo.

La salute è, infatti, uno dei costi che incide maggiormente sul portafoglio a livello di cure e di visite perché, laddove un sistema sanitario nazionale presenti tempi e liste d’attesa che poco coincidono con il concetto di prevenzione, va da sé che il privato diventa la soluzione con tutto ciò che ne consegue come ad esempio dover decidere che visite e controlli sostenere, cosa diventa importante e cosa può attendere, cosa si può affrontare e cosa no.
Ma la salute non dovrebbe essere messa in discussione in questo modo.

Per questo motivo nel blog ho deciso di tornare a riflettere sull’importanza degli screening oncologici, prendendo spunto dai dati messi a disposizione dall’Osservatorio Nazionale Screening che hanno rilevato indicatori davvero interessanti che riguardano non solo l’analisi specifica di alcune patologie ma, soprattutto, un quadro completo di quella che è la percezione di questi strumenti a livello sociale.

Gli screening oncologici, valido supporto alla prevenzione, mettono in luce un paese con diversità culturali, sociali, economiche, organizzative capaci di incidere sulle persone.

Ci sono regioni, ad esempio, che nello screening vedono un importante strumento di sensibilizzazione e ne fanno oggetto di informazione e comunicazione a differenza di altre  che, certamente per carenze organizzative e strumentali, non sono in grado di sostenere tale impegno con tutte le conseguenze che ne derivano: persone meno informate sono persone che si prendono meno cura di sé e che non possono nemmeno diventare esempio positivo in grado di generare una forma di emulazione che, in questo caso, dovrebbe essere auspicata.

Molto spesso si parla di screening dedicati alle donne ma è giusto ricordare che anche gli uomini e i più giovani hanno necessità di fare prevenzione e la questione non è di minore importanza.

Serve riflettere sulla consapevolezza che abbiamo di noi e sul valore che diamo alla nostra salute che passa dalla prevenzione ma non solo se pensiamo alle tante piccole cose che possiamo fare per cercare di migliorare e rendere positivo il nostro stile di vita.

Partirò da qui per scrivere alcuni approfondimenti che possano essere stimolo anche solo per ricercare informazioni e magari chiedere di poter accedere a uno screening in futuro.

 

Fonte di riferimento:

https://www.osservatorionazionalescreening.it/

 

 

 

 

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